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Artisti & Divergenti

di Gianluca Ferrari


Sebastiano Ricci , avventuroso pittore bellunese, tendenzialmente portato a mettersi nei guai. Pittore di “ottima macchia”, bravo nel “maneggio del pennello e dell’impasto, luminoso e scintillante”, destinato a diventare uno dei prìncipi della pittura di ogni tempo.

Dopo aver messo incinta due ragazze contemporaneamente, per “semplificare la questione”, decise che se ne poteva avvelenare una, la più giovane: Antonia Venanzio, senza però riuscirvi.

Catturato, verrà imprigionato, poi liberato in nome del suo talento (di cui i nobili veneziani non potevano privarsi) e alla fine, già famoso, sarà costretto a sposare l’Antonia grazie ai “convincenti uffici” del cardinal legato.

Pittore itinerante fra le corti d’ Europa, di ritorno a Venezia dall’ Inghilterra (sua la decorazione della cupola di St. Paul’s e dell’Hampton Court Palace) con gli ingenti guadagni accumulati comprerà un sontuoso alloggio presso S. Marco. La sua ultima tela sarà per la corte Viennese: "proveduto tosto la tela, vi mise mano, né mai la levò finchè non lo vide finito, indi speditola incontrò la piena soddisfazione non pure di sua maestà cristianissima, ma di tutta la nobiltà, di tutti i professori ed intendenti".

Il poliedrico bellunese non farà però in tempo a riscuotere i 6000 fiorini di pagamento, malato si sottoporrà ad un ‘inutile operazione dopodichè lascerà tutto alla moglie come unica erede: Antonia Venanzio, l’avvelenata mancata.

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